
Una storia antica (1720) di vignaioli coscienziosi che diventa cronaca attuale di una delle possibili “next big things” della Champagne; in poche parole, crediamo che dei mirabili vini di Yann Alexandre e di sua moglie Sévérine sentiremo parlare parecchio, nei prossimi anni. L’intrapresa ha un’ottantina d’anni: nasce, come azienda imbottigliatrice di Champagne, nel 1933, dopo oltre un secolo e mezzo di attività agricola quasi pura, cui è sempre succeduta la vendita prima dei mosti non ancora fermentati, poi dei vins clairs da spumantizzare. Dunque, Yann rappresenta l’ottava generazione consecutiva di famiglia, in linea diretta maschile, a occuparsi delle vigne di proprietà, 6 ettari circa ripartiti su 9 comuni diversi della zona. La cantina è a Courmas, 9 km a sudovest di Reims; un piccolo comune nel quale quasi l’80% del vigneto – appena 41 ettari – è a Meunier e che solo di recente si sta affacciando nella “geografia” qualitativa della Champagne, in particolare grazie ai vini di questa Maison. In vigna, la prevalenza è quindi di Meunier, la vera e propria specialità della zona, nella quale l’uva “outsider” della Champagne trova una freschezza e una complessità rare altrove, ad accompagnare la sua consueta verve fruttata. Molte grandi Maisons acquistano qui il Meunier per “spennellare” di aromi di susina, pompelmo e pesca le loro cuvées d’ingresso. Oltre al 45% di Meunier, per il resto gli Alexandre coltivano Chardonnay (30%) e Pinot Noir (25%); l’età media dei vigneti è di 25 anni. Pur senza certificazioni, si pratica qui un’agricoltura altamente sostenibile, utilizzando diversi prodotti raccomandati per il “bio”. La gamma è di livello davvero molto alto; Buongiornovino la importa in esclusiva per l’Italia, proponendo una “palette” di Champagne anche molto diversi tra loro, ma accomunati dalla raffinatezza estrema della loro tessitura gustativa e dall’eleganza dei profumi, sempre fini e delicati e mai “crudi” o aggressivi. A partire dal Brut Noir, cuvée d’ingresso, c’è qui solo da assaggiare, e godersi il piacere di Champagne classici e originali insieme. Fino allo strepitoso Vinothèque, del quale vi invitiamo a leggere la scheda per apprezzarne – più che la “peculiarità” – l’unicità assoluta.
