
E’ una visita immancabile per i grandi appassionati: cercando questa Maison familiare vi troverete infatti, come è accaduto a noi, in un piccolo paradiso fuori dal tempo e dalle rotte turistiche, immersi nella pace e nel silenzio, in un mare di vigne. Bergeronneau-Marion è uno storico récoltant-manipulant attivo a Villedommange – il Paradiso di cui si diceva – almeno dal 1590, dapprima come famiglia di tonneliers (bottai), e poi anche di vignerons. I coniugi Véronique e Florent, persone di rara affabilità e dolcezza, ricavano circa 90.000 bottiglie all’anno (poche, per gli standard champenoises) dai 15 ettari circa di vigneto, a dimora su una placca argillo-calcarea di grande qualità e che comprende una metà circa a Meunier – autentica specialità della casa – e il resto equamente diviso tra Chardonnay e Pinot Nero.
Lo stile è piuttosto austero e serio, ma l’esito in bottiglia del loro lavoro non ha niente di severo, aiutato anche in questa vocazione relativamente estroversa dalla spontanea esuberanza di frutto che il Meunier ha di suo, e in zona anche il Pinot Noir riesce ad esprimere. La profonda mineralità di tutti i vini, e la loro straordinaria attitudine alla tavola sono altri punti qualificanti di questa produzione ancora troppo poco conosciuta in Italia ma ben nota ai ristoranti “stellati” della Champagne, dove sovente la troverete.
Fiore all’occhiello della Maison è infine la proprietà in Monopole del Clos de Bergeronneau, una vigna stupenda, recintata e chiusa da un grande cancello in ferro battuto nero che però abbiamo trovato il modo di aprire: basta presentarsi in azienda, ivi acquistare una bottiglia del vino che di questo vigneto porta il nome e chiedere di poterlo degustare all’interno del Clos stesso, accanto alle piante che l’hanno regalato; esperienza che vale la pena fare, sia per la qualità del vino, sia per la sublime bellezza del luogo.








