
“Scoprire il suo sorriso, sottolineato da due grandi baffi e da occhioni scintillanti di malizia, immaginiamo già il sapore dei suoi Champagne”.
La presentazione, di cui non conosciamo l’autore, fotografa in effetti in modo ideale l’approccio alla produzione di una piccola leggenda vivente del suo territorio come Michel Furdyna, uno degli “ultimi rimasti” nell’Aube a portare avanti la bandiera della vecchia scuola, del gusto d’antan nella produzione dello Champagne, di una visione incentrata sul lavoro in vigna.
La sua famiglia arrivò dalla Polonia durante la seconda guerra mondiale, e si stabilì qui, iniziando una piccola produzione in proprio di Champagne solo nel 1976.
Siamo a Celles-sur-Ource, nel cuore della Côte des Bar; le vigne di questa cantina a carattere schiettamente familiare si stendono su 6 comuni diversi (Gyé, Landreville, Loches, Neuville e Plaines-St.
Lange, oltre a Celles) e assommano circa 9 ettari, per un totale di 32 parcelle, le cui uve sono sempre vinificate separatamente.
Il totale di bottiglie che Furdyna licenzia in un anno non supera le 80.000, tutte ottenute da quanto si ha in proprietà, senza acquisto di uve da altri.
Solo il 25% della produzione è esportata, il che spiega la relativa scarsa popolarità di questo ottimo produttore e straordinario vigneron fuori dai confini francesi.
