
Nell’immaginario collettivo degli appassionati di Borgogna, la Côte d’Or finisce con i grandi bianchi di Chassagne-Montrachet.
In effetti, è proprio a Chassagne che sono ubicate le ultime vigne realmente celebri della Borgogna classica, tutte da bianco (metà del Montrachet, una parte del Bâtard-Montrachet, il Criots-Bâtard-Montrachet).
Ma in realtà mancano ancora due “fermate” al vero capolinea: Santenay, terroir un tempo famosissimo e progressivamente caduto in disgrazia per l’imporsi di alcune successive generazioni di vinificatori inclini ad uno stile rustico, e Maranges, per cui vale il medesimo discorso, con ulteriore enfasi sulla rusticità e la pretesa carenza di finezza.
Alcuni assaggi “à la volée” degli ultimi anni, davvero sorprendenti, ci avevano tuttavia instillato il dubbio che con le nuove generazioni al timone dei Domaines tradizionali, e con il sorgere di nuove realtà, le cose potessero, in entrambi i comuni, cambiare.
Ed oggi, eccoci a celebrare uno di questi “dernier cri”, il Domaine Claude Nouveau, una di quelle minuscole aziende borgognone in cui tutto è sotto controllo perché tutto si fa a mano, artigianalmente.
Un vino dopo l’altro, ci siamo resi conto che da questa cantina arrivano tutte e solo espressioni di territori assai sottovalutati di eccezionale lindore e verità, oltre che spettacolari vini “gourmand”, freschissimi, profumati, definiti e deliziosi da bere.
Per non dire dei prezzi, surreali per la qualità di quanto queste bottiglie nascondono dentro di sé.
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