
Difficilmente chi sia stato in “pellegrinaggio” in Côte d’Or può non essere passato davanti alla casa della famiglia Sirugue, lungo la stradina (Avenue du Monument) che dalla Nazionale si inoltra verso il centro di Vosne-Romanée, definita da un guru della critica internazionale come Allen Meadows la “Perla” della Côte d’Or. Eppure in pochi dovevano essersi fermati qui, prima di quando capitò a noi; il Domaine non è neppure nominato in un volume pure molto completo come quello (“Inside Burgundy”) scritto di recente dal “Master of Wine” Jasper Morris. Dopo anni di assaggi tutti coerentemente positivi (a partire dalla vendemmia 2007 compresa), e una volta constatato che questo Domaine non è ormai in grado di “sbagliare” un vino nemmeno volendolo, ci siamo risolti a proporre queste sue piccole perle, purtroppo molto rare, scaturendo da parcelle infinitesimali come quella del Grands-Echézeaux, dalla estensione di 1.300 metri quadrati (poco più di cinquecento bottiglie). A distanza di anni -era il 2014 quando abbiamo iniziato a proporveli- i vini di Robert Sirugue si sono affermati in tutto il mondo. Lo stile, in breve, è tutto in finezza; estrazioni caute danno rossi dai colori leggeri e dai riflessi rosa antico e indaco. Ciascun vino presenta una meravigliosa densità di profumi, promette evoluzioni interessanti e, quel che forse più conta, mantiene piena fedeltà al terroir d’origine. Delle poche etichette commercializzate e qui proposte, la più rara, assieme al Grands Echézeaux, limitatissima per volumi prodotti, è quella del Vosne-Romanée “Vieilles Vignes”, ottenuta da una parcella molto avara e discontinua, non sempre prodotta e imperdibile nelle annate in cui invece è stato, e sarà, possibile farlo.



