
Emilio Vada è un giovane produttore attivo nella zona di Coazzolo, giusto al confine tra due regioni storiche del vino italiano: le Langhe e il Monferrato. Da una ventina di ettari di proprietà a vasta prevalenza di Moscato, le cui uve sono quasi tutte conferite in zona, Emilio trae poche e stupende etichette che portano il suo nome. Sono vini frutto di una agricoltura sostenibile e cauta, e di una trasformazione delle uve volta a ottenere quel che in effetti si trova in ogni singola bottiglia. Ovvero: piena attendibilità al territorio e al carattere dell’annata, nitore assoluto e perfetta scansione aromatica, cura artigianale del dettaglio, integrità e profumo, freschezza e qualità di trama, piacevolezza e carisma, estrema duttilità a tavola. Sono piccole, preziose gemme, tirate purtroppo in un ridotto numero di esemplari ogni anno. Emilio ha decisamente una gran mano, e non tarderà a mettersi in luce come uno dei più promettenti vignerons piemontesi della sua generazione. Nel frattempo, il consiglio è di accaparrarsi queste poche bottiglie, e godersele nella loro prima gioventù, con l’eccezione del magnifico Langhe Nebbiolo “Cua Rusa”, lavorato in solo acciaio, il quale ha l’incisività e l’equilibrio dei vini capaci di migliorare anche per dieci anni e più, e del Langhe Nebbiolo “L’Erth” da vecchie vigne, maturato in legno di rovere, e con potenzialità di evoluzione anche di venti anni.






